Più che mai, in primavera, la popolazione generale soffre di disturbi respiratori di varia natura. Questo capitolo aiuta i pazienti ed i loro famigliari a comprendere la natura e la gravità di tali sintomi per accedere correttamente alle cure mediche.

Tra le tante malattie che possono causare problemi alla respirazione in primavera, l’influenza ha un ruolo certamente non secondario, perché il virus può mietere le sue vittime proprio quando gli effetti della vaccinazione antiinfluenzale si sono attenuati con il passare dei mesi. Questo spiega la presenza di tanti casi di influenza caratterizzati da febbre, tosse con o senza catarro, artralgie, cefalea e che compaiono proprio a marzo/aprile quando è ragionevole pensare che il virus dell’influenza abbia perso buona parte delle sue capacità di colpire la popolazione generale come nei mesi freddi dell’inverno. Questi casi vanno trattati in genere solo con antipiretici ed adeguata idratazione a meno che non compaiano complicazioni.

Anche i primi caldi intervallati dal freddo sono fonte di malanni respiratori se gli abiti non sono adeguati alla temperatura esterna. In genere questi sono dovuti ad infezioni delle alte vie aeree che vanno sotto il nome di laringo-tracheite. I sintomi più frequentemente lamentati sono la comparsa di mal di gola, raucedine, senso di bruciore dietro il petto, tosse, catarro e talora febbre. Spesso in questi casi è necessario ricorrere all’antibiotico terapia se l’agente causale è un batterio.

Infine, e questo vale soprattutto per i pazienti asmatici allergici, la primavera porta con sé aeroallergeni che colpiscono in modo particolare occhi, naso e vie aeree. Nei primi due casi si parla di oculorinite allergica dove la riduzione della componente allergica con farmaci o immunoterapia specifica è molto importante per il controllo dei sintomi. Il lettore che voglia conoscere maggiormente il problema può riferirsi al progetto LIBRA (www.progetto-aria.it). Nel terzo caso, si parla di asma bronchiale allergico (new2.ginasma.it). I sintomi più frequenti riferibili a questa malattia sono la difficoltà respiratoria che insorge abbastanza acutamente (in genere 20-30 minuti) a seguito di esposizione all’allergene a cui si è allergici (reazione immediata) e in taluni casi anche tardivamente a distanza di 4-8 ore (reazione ritardata). Altri sintomi sono il respiro che si accompagna a sibili in fase espiratoria e che possono essere udibili anche dalle persone vicine al paziente. Un altro elemento importante che fa sorgere il sospetto di asma bronchiale è la difficoltà a respirare che insorge a seguito di uno sforzo più o meno intenso come una corsa o durante attività fisica in palestra o a scuola. A questo proposito diventa importante il ruolo dell’insegnante che vede lo studente fermarsi e mettersi una mano sul petto lamentando oppressione e toracica. Continuare l’attività fisica sarebbe pericoloso in queste circostanze con il rischio di aggravare e precipitare la crisi asmatica. Se disponibile, è indicato l’uso di salbutamolo spray (Ventolin 2 puff per inalazione) per risolvere il broncospasmo. E’ ovvio che il paziente dovrebbe poi essere inviato al medico di medicina generale e quanto prima anche allo specialista per visita pneumologia per la diagnosi definitiva e la terapia corretta.

Come si diceva sopra, talora la crisi asmatica ricompare dopo alcune ore dalla prima crisi. Tale reazione ritardata è verosimilmente causata dall’accumulo di cellule infiammatorie nella parete bronchiale con conseguente stimolazione del muscolo liscio bronchiale a mantenersi contratto per ore ed ore.

Ci sono tuttavia altri piccoli segnali che sono suggestivi di asma. Uno di questi è la comparsa di tosse secca o broncospasmo dopo una risata. Anche se non perfettamente conosciuto, il motivo sembra essere legato alle modalità della risata stessa. Questa, infatti, si associa a brevi ma successive espirazioni forzate il cui risultato finale è una graduale riduzione del volume del polmone. In tali condizioni, la forza esercitata dal polmone sui bronchi si riduce, permettendo così ai bronchi di ostruirsi ed iniziare una crisi di broncospasmo se questi sono in labile compenso.

Indipendentemente poi, dalla presenza o assenza di reazione ritardata all’antigene, in molti casi la crisi asmatica compare intorno alle ore 2:00-4:00 di notte e persiste fino alle prime ore del mattino. Questo è verosimilmente dovuto i) alla posizione supina che causa una riduzione del volume polmonare con conseguente caduta della forza trainante del polmone sui bronchi, ii) alla riduzione della ventilazione, iii) alla fisiologica caduta notturna di cortisolo e l’adrenalina, ormoni capaci di contrastare il broncospasmo, e iv) all’aumento del tono vagale tipico della notte.

In conclusione, la primavera porta o acuisce malattie respiratorie di vario genere. Il presente capitolo offre un aiuto al paziente, ai suoi famigliari e entourage per comprendere la natura e l’importanza dei sintomi respiratori ed allertare medico di famiglia e/o specialista pneumologo soprattutto nel sospetto di asma bronchiale.