La bronchite acuta è un’infiammazione dell’albero tracheo-bronchiale. In genere, la bronchite acuta è causata da virus (adenovirus, coronavirus, virus dell’influenza di tipo A e B, virus parainfluenzali umani, virus respiratorio sinciziale umano, coxsackie, rhinovirus, virus di rosolia e morbillo), anche se molto frequentemente la malattia è causata da microorganismi quali mycoplasma pneumoniae, bordetella pertussis, e chlamydia pneumoniae.

Esiste poi una bronchite acuta dovuta ad agenti irritativi che, una volta inalati, causano danni dell’epitelio tracheo-bronchiale non dissimili a quelli delle bronchiti infettive se si eccettua la febbre. Tra questi si ricordano le polveri minerali, vegetali, inalazione di acidi, ammoniaca, solventi organici volatili, acido solfidrico, bromo anidride solforosa, ozono, diossido di azoto, fumo di sigaretta e fumi e polveri di ogni genere.

La malattia è in genere una malattia di lieve entità che guarisce completamente, anche se in soggetti debilitati o affetti da altre patologie quali quelle cardio-respiratorie croniche, sinusiti croniche, allergie broncopolmonari, bronchiettasie ed i bambini con tonsille e adenoidi ipertrofiche, la malattia può avere esiti importanti. La malattia si manifesta più frequentemente nelle stagioni invernali o a seguito di cambi importanti di temperatura ambientale, ed è quasi sempre preceduta da raffreddore o faringite acuta.

Come sopra anticipato, la bronchite infettiva acuta è molto spesso preceduta da un’infezione delle prime vie respiratorie con malessere generale, sensazione di freddo, febbre lieve, mal di gola e mal di schiena. La comparsa di una tosse inizialmente secca, ma poi produttiva è in genere un segno tipico di malattia. Dopo alcuni giorni l’escreato può assumere una forma più abbondante. La presenza di un escreato purulento può essere sintomo di una sovrainfezione batterica. Spesso, i pazienti riferiscono dolore o bruciore retrosternale aggravati dalla tosse. Il decorso clinico è generalmente benigno con una graduale riduzione della temperatura corporea riduzione del catarro e della tosse. Quest’ultima, tuttavia, può perdurare per settimane o addirittura qualche mese soprattutto dopo infezioni virali.

La radiografia del torace non è quasi mai necessaria, a meno che non venga sospettata un infezione polmonare più importante o nei soggetti portatori di malattie croniche importanti come la BPCO, cardiopatie gravi, malattie metaboliche o altre, o in pazienti immunodepressi.

La cura si basa sul riposo per alcuni giorni, assunzione di farmaci antipiretici per t >38°C soprattutto nei bambini e nei pazienti defedati e antibiotici solo se la sintomatologia è tale da richiederlo (escreato purulento, febbre alta, o copresenza di altre patologie respiratorie croniche) Tra gli antibiotici più usati si ricordano l’ampicillina, i macrolidi ed il cotrimoxazolo. Espettoranti, mucolitici, broncodilatatori o steroidi inalatori sono farmaci di ausilio per ridurre i sintomi clinici. Per il trattamento della tosse, spesso si ricorre a farmaci sedativi del sintomo soprattutto nei casi di tosse importante che in rari casi è tale addirittura da causare fratture costali, o nei casi di tosse cronica secca.

Per saperne di più

  1. Blush RR 3rd. Acute bronchitis: Evaluation and management. Nurse Pract. 2013 Oct 10;38(10):14-20. doi: 10.1097/01.NPR.0000434092.41971.ad. Review.
  2. Smith SM, Fahey T, Smucny J, Becker LA. Antibiotics for acute bronchitis. Cochrane Database Syst Rev. 2014 Mar 1;3:CD000245. doi: 10.1002/14651858.CD000245.pub3. Review.